Archivio mensile:ottobre 2014

30 giovedì Ott 2014

16 CHILI DI VESTITI ALL’ANNO. Il vostro armadio contiene tanti capi d’abbigliamento quanti ne basterebbero per vestire un esercito? La tendenza odierna verso i vestiti ‘usa e getta’ causa un enorme danno all’ambiente: a quantificare il prezzo ambientale di questo malsano comportamento è stata l’Agenzia danese per la protezione ambientale. Secondo i dati dell’indagine, presentato in questi giorni in occasione del forum Global Green Growth di Copenaghen, i danesi consumano mediamente 16 chilogrammi di vestiti ogni anno. Questa enorme quantità di tessuto costerebbe all’ambiente più di 2 miliardi di corone, corrispondenti a circa 400 milioni di euro.

L’IMPATTO AMBIENTALE DI UNA MAGLIETTA. Nel dettaglio, stando ai dati pubblicati dall’Agenzia danese, una normale maglietta di cotone costerebbe 2,95 euro in termini di acqua, fertilizzanti ed energia. Insomma, il prezzo di un capo di abbigliamento non è unicamente quello che possiamo leggere sul suo cartellino. Come ha spiegato il Ministro dell’Ambiente danese Kirsten Brosbol, «tutto quanto, a partire dall’enorme quantità di pesticidi, al consumo d’acqua nei campi di cotone, fino alle emissioni di CO2 per la produzione di cuoio o delle zip, tutto quanto ha un impatto negativo sull’ambiente». Per questi motivi il governo danese punta a sensibilizzare i propri cittadini verso questo problema, invitandoli ad evitare il comportamento ‘usa e getta’, prendendo magari in considerazione anche il riciclo dei vestiti.

LA RESPONSABILITÀ È NOSTRA. Brosbol ha poi specificato che l’83% dei capi d’abbigliamento acquistati dai danesi viene prodotto all’estero, soprattutto in Cina, India e Turchia, paesi sul quale ricade il maggior impatto ambientale. Ma nonostante questo il ministro ha dichiarato che i danesi «hanno comunque una responsabilità». Per proteggere l’ambiente tutti noi dovremmo infatti acquistare vestiti di qualità, ovvero con una lunga durata, cercando laddove possibile di passare i nostri abiti ad altre persone quando ci ‘stanchiamo’ di indossarli.

Fonte: http://www.green.it/vestiti-spreco-ambiente-t-shirt/

28 martedì Ott 2014

arcobaleno chiaro di luna

Un arcobaleno si staglia nel cielo di Verona sotto una luminosa luna piena. Effetto Photoshop? No, l’immagine è autentica, merito del sapiente scatto della fotografa Alessandra Piasecka che ha avuto la fortuna di imbattersi nel raro fenomeno di unmoonbow e la capacità di fissarne i colori altrimenti poco visibili all’occhio umano.

“Il cielo particolarmente buio, la luna piena, la presenza di umidità portata dalle nubi, il lungo tempo di esposizione dello scatto effettuato circa mezz’ora dopo il tramonto sono condizioni essenziali per un vero moonbow”, ha spiegato la fotografa. In particolare, è il tempo prolungato di esposizione della pellicola fotografica alla luce del satellite a favorire la visione dei colori dell’iride notturna.

Difatti l’arcobaleno lunare, che si forma in modo simile a quello diurno per dispersione e rifrazione della luce attraverso le particelle d’acqua sospese nell’aria, nasconde i suoi colori all’occhio nudo, apparendo bianco. La luce solare riflessa dalla Luna, più debole di quella emanata direttamente dalla nostra stella, non è in grado, infatti, di stimolare sufficientemente i coni dell’occhio umano, le cellule fotorecettrici sensibili ai colori.

Riferimenti:  SSERVI http://sservi.nasa.gov/articles/lunar-double-rainbow-2/

Fonte: articolo scritto da Cecilia Di Vita per galileonet.it
http://www.galileonet.it/articles/544a5e0aa5717a0f6d00008e?utm_campaign=Newsatme&utm_content=A%2BVerona%2C%2Bun%2Barcobaleno%2Bal%2Bchiaro%2Bdi%2Bluna&utm_medium=news%40me&utm_source=mail%2Balert

23 giovedì Ott 2014

detail-Eco40_LaSapienzaCosa ci fanno due galline su una barca? LaBionda e LaMora, così si chiamano, sono solo due dei (tre) membri dell’equipagio a bordo di Eco40, l’imbarcazione che domenica 19 ottobre è salpata da Civitavecchia per un viaggio attorno al globo. Scopo. Effettuare una serie di misure cinematiche e ambientali e per testare alcune strumentazioni elettroniche. E sarà anche grazie alle due galline – veterane di viaggi in mare – che il giro in solitaria della barca intorno al mondo potrà essere compiuto in completa autonomia alimentare. L’impresa, che prevede di doppiare il Capo di Buona Speranza, Capo Horn e Capo Lewinn, fa parte del progetto Roma Ocean World patrocinato da La Sapienza Università di Roma e dalla Regione Lazio.

A guidare lo scafo da solo sarà Matteo Miceli, dell’Associazione sportiva eco sailing, capitano e unico membro di Eco40, una vera e propria barca ecosostenibile che consentirà al velista di viaggiare in completa autonomia energetica e alimentare. Eco40 è infatti equipaggiata di pannelli fotovoltaici, generatori eolici e due idroturbine in grado di convertire il movimento della navigazione in energia elettrica; batterie al litio accumuleranno l’energia prodotta e l’illuminazione sarà assicurata da led ecologici. Per l’alimentazione, invece, Miceli si affiderà – oltre alle due galline – alla pesca e a un orto biologico idroponico irrigato con acqua di mare desalinizzata e fertilizzato con compost a base di alghe e residui alimentari.

Durante la navigazione l’attrezzatura elettronica a bordo dello scafo (praticamente un laboratorio galleggiante a tutti gli effetti), consentirà di misurare sia le condizioni meteo-oceanografiche del vento, delle correnti, della pressione atmosferica e di altri fattori ambientali, che di valutare l’assetto e la posizione dello scafo nel tempo, consentendo di misurare i movimenti dell’imbarcazione insieme a quelli delle onde con lo scopo di migliorare i parametri di progetto. I dati ottenuti, al termine dell’impresa, saranno elaborati dai ricercatori della Sapienza.

Artico scritto da Cecilia Di Vita per il portale www.galileonet.it
Riferimenti: La Sapienza Università di Roma
Credits immagine: Progetto Roma Ocean World

23 giovedì Ott 2014

cartoniadi-300x181È stata presentata ieri a Palazzo Marino l’edizione 2014 delle Cartoniadi del Comune di Milano, il campionato della raccolta differenziata di carta e cartone organizzato da Comieco – Consorzio Nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica, Comune di Milano e Amsa Gruppo A2A, durante il quale i cittadini delle 9 Zone della città sono chiamati a raccogliere più e meglio carta e cartone.

La competizione, che per tutto il mese di novembre coinvolgerà gli oltre 1.300.000 abitanti del capoluogo lombardo, mira a valorizzare l’impegno della collettività verso un obiettivo comune: quello di una più corretta gestione dei rifiuti. Ciascuna zona gareggerà contro se stessa, con lo scopo di migliorare i propri risultati di raccolta differenziata di carta e cartone rispetto alla media normalizzata di ottobre 2014.

Le prime tre Zone che otterranno il miglior incremento della raccolta di carta e cartone rispetto al periodo di riferimento saliranno sul podio del “Campione del Riciclo”: per la prima classificata un premio di 25.000 euro, per la seconda classificata un premio di 15.000 euro, mentre alla terza spetteranno 10.000 euro. Tutti e tre i premi in palio, messi a disposizione da Comieco, saranno destinati alle scuole primarie statali e comunali che ricadono nelle Zone più virtuose.

Inoltre, Comieco rinforzerà la campagna di sensibilizzazione rivolta a tutta la cittadinanza istituendo nove tutor di zona, una sorta di “angeli del riciclo” che avranno il compito di individuare ed attuare le soluzioni migliori per coinvolgere residenti, scuole, associazioni di zona, ecc. affinché tutti i cittadini possano contribuire al meglio a raggiungere il risultato finale.

“I premi in denaro di questa edizione delle Cartoniadi, pari a 50.000 euro complessivi, saranno destinati ad interventi per le scuole della città” ha dichiarato Carlo Montalbetti, Direttore Generale Comieco. “Milano è una città virtuosa per la raccolta differenziata di carta e cartone: nel 2013, con oltre 60 kg pro capite, si è piazzata al primo posto tra le città metropolitane con più di un milione di abitanti. Ci aspettiamo non solo una conferma di questo dato ma un ulteriore balzo in avanti, con l’obiettivo di arrivare presto a 65 kg per abitante”.

“Le Cartoniadi sono un’occasione di sensibilizzazione e promozione di buone pratiche. Un’importante iniziativa che anticipa il prossimo progetto di raccolta differenziata che partirà dal 1° gennaio 2015 nelle scuole. Grazie alla collaborazione di Comieco, porteremo infatti la raccolta della carta in tutte le classi elementari e medie di Milano, attraverso la distribuzione, aula per aula, di 5.000 raccoglitori specifici. Coinvolgendo alunni e insegnanti in questo obiettivo, promuoveremo il rispetto dell’ambiente nei piccoli gesti di ogni giorno” ha affermato l’assessore alla Mobilità e Ambiente del Comune di Milano Pierfrancesco Maran.

“Le Cartoniadi rappresentano per Milano una preziosa occasione per incrementare ulteriormente quantità e qualità della raccolta differenziata di carta e cartone” ha concluso Paola Petrone, Direttore di Amsa, società del gruppo A2A. “La gara fra le nove zone di Milano ha inoltre una funzione di trascinamento, favorendo una maggiore attenzione da parte dei cittadini nel differenziare le diverse frazioni di rifiuti: nel mese in cui si sono tenute le precedenti Cartoniadi sono state avviate a recupero oltre 2000 tonnellate di rifiuti in più rispetto al mese precedente”.

fonte: http://www.greenews.info/comunicati-stampa/cartoniadi-a-milano-risorse-per-le-scuole-delle-zone-piu-riciclone-20141023/

23 giovedì Ott 2014

bracconieriUn’altra vittima ‘illustre’ del bracconaggio segnalata dal WWF: questa volta si tratta di un giovane esemplare di falco pescatore (Pandion haliaetus) colpito pochi giorni fa all’ala destra da pallini da caccia e ritrovato nei pressi di San Pietro di Arcevia , in provincia di Ancona.

L’animale appartiene ad una delle specie più rare d’Europa di cui esistono solo due coppie nidificanti in Toscana. Il falco è stato prontamente curato in una clinica veterinaria di Fabriano ed ora si trova nell’Oasi WWF Bosco di Frasassi di Genga, in una speciale struttura per uccelli rapaci dove viene curato e alimentato. La riabilitazione di questo animale durerà almeno 5 mesi ma il WWF spera, una volta guarito, di poterlo liberare in Toscana, un territorio che, grazie ad un progetto del Parco della Maremma, ha sperimentato con successo la reintroduzione di questa specie un tempo estinta. E proprio in Toscana, presso l’Oasi WWF di Burano (Gr), da due mesi ben cinque falchi pescatori, senza anelli di identificazione, stanno dando spettacolo con voli e acrobazie. L’area è particolarmente interessante per questi animali data la pescosità della laguna protetta.
 “E’ una vergogna che un uccello importante e affascinante come il falco pescatore venga falcidiato nei nostri cieli dai bracconieri: una vergogna di fronte alla società civile e all’Europa intera che considera giustamente questa specie un patrimonio di importanza prioritaria. Purtroppo il fenomeno del bracconaggio è una piagache in Italia cancella quotidianamente specie protette – ha dichiarato Isabella Pratesi, direttore Conservazione Internazionale del WWF Italia – Vittime illustri sono spesso proprio i rapaci che in coincidenza dell’apertura dell’attività venatoria vengono rinvenuti feriti o uccisi da colpi di armi da caccia. Questo fenomeno pregiudica seriamente la conservazione di specie già a rischio o in declino per colpa di habitat trasformati o degradati. Le Guardie volontarie del WWF sono costantemente impegnate nel controllo sul territorio per arginare il bracconaggio, soprattutto nelle tante ‘aree calde’, tra cui Stretto di Messina, Valli bresciane, Delta del Po, piccole isole, come abbiamo denunciato nella nostra campagna Crimini di natura. Per aiutare i nostri ranger volontari stiamo chiedendo in questi mesi l’aiuto di tutti: il loro impegno è particolarmente gravoso poiché si stratta di persone ‘non armate’ che controllano altre munite di fucili”.
Per sostenere la campagna “CRIMINI DI NATURA-DA CHE PARTE STAI?”il Wwf chiede l’aiuto di tutti: l’invito è quello di aiutare le centinaia di Ranger, Guardie e volontari del WWF, attivi in Italia e nel mondo, per dotarle di attrezzature tecnologiche, medicine, fuoristrada, gps, camera-traps, binocoli, radiotrasmittenti e altri equipaggiamenti indispensabili a monitorare il territorio per sorprendere bracconieri e trafficanti.
Sul sito www.wwf/criminidinatura chiunque può informarsi sul fenomeno e sostenere la campagna del WWF con una donazione libera; diffondere a sua volta le informazioni e sottoscrivere la petizione “Sanzioni più severe contro chi uccide specie selvatiche”.
Per sostenere la Campagna è attivo anche il numero verde 800.990099.
Articolo scritto da Marilisa Romagno per il portale www.alternativasostenibile.it