Archivio mensile:gennaio 2013

22 martedì Gen 2013

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Il termine pet therapy indica una serie complessa di utilizzi del rapporto uomo-animale in campo medico e psicologico.
Nei bambini con particolari problemi, negli anziani e  in alcune categorie di malati e di disabili fisici e psichici il contatto con un animale può aiutare a soddisfare certi bisogni (affetto, sicurezza, relazioni interpersonali) e recuperare alcune abilità che queste persone possono aver perduto.

La soddisfazione di tali bisogni, necessaria per il mantenimento di un buon equilibrio psico-fisico, è uno degli scopi della pet therapy che offre, attraverso alcune Attività Assistite dagli Animali (AAA), soprattutto quelli detti d’affezione o da compagnia, cui si riferisce il termine pet nella lingua inglese, una possibilità in più per migliorare la qualità della vita e dei rapporti umani.

La pet therapy può anche contribuire, affiancando ed integrando le terapie mediche tradizionali, al miglioramento dello stato di salute di chi si trova in particolari condizioni di disagio, attraverso Terapie Assistite dagli Animali (TAA), interventi mirati a favorire il raggiungimento di funzioni fisiche, sociali, emotive e/o cognitive.

È stato infatti rilevato da studi condotti già negli scorsi decenni e oggi comprovati da sempre più numerose esperienze, che il contatto con un animale, oltre a garantire la sostituzione di affetti mancanti o carenti, è particolarmente adatto a favorire i contatti inter-personali offrendo spunti di conversazione, di ilarità e di gioco, l’occasione, cioè, di interagire con gli altri per mezzo suo.
Può svolgere la funzione di ammortizzatore in particolari condizioni di stress e di conflittualità e può rappresentare un valido aiuto per pazienti con problemi di comportamento sociale e di comunicazione, specie se bambini o anziani, ma anche per chi soffre di alcune forme di disabilità e di ritardo mentale e per pazienti psichiatrici.
Ipertesi e cardiopatici possono trarre vantaggio dalla vicinanza di un animale: è stato, infatti, dimostrato che accarezzare un animale, oltre ad aumentare la coscienza della propria corporalità, essenziale nello sviluppo della personalità, interviene anche nella riduzione della pressione arteriosa e contribuisce a regolare la frequenza cardiaca.

Che si tratti di un coniglio, di un cane, di un gatto o di altro animale scelto dai responsabili di programmi di pet  therapy, la sua presenza solitamente risveglia l’interesse di chi ne viene a contatto, catalizza la sua attenzione, grazie all’instaurazione di relazioni affettive e canali di comunicazione privilegiati con il paziente, stimola energie positive distogliendolo o rendendogli più accettabile il disagio di cui è portatore.

I bambini ricoverati in ospedale, ad esempio, soffrono spesso di depressione, con disturbi del comportamento, del sonno, dell’appetito e dell’enuresi dovuti ai sentimenti di ansia, paura, noia e dolore determinati dalle loro condizioni di salute, e dal fatto di essere costretti al ricovero, lontani dai loro familiari, dalla loro casa, dalle loro abitudini. Alcune recenti esperienze, condotte in Italia su bambini ricoverati in reparti pediatrici nei quali si è svolto un programma di Attività Assistite dagli Animali, dimostrano che la gioia e la curiosità manifestate dai piccoli pazienti durante gli incontri con l’animale consentono di alleviare i sentimenti di disagio dovuti alla degenza, tanto da rendere più sereno il loro approccio con le terapie e con il personale sanitario. Le attività ludiche e ricreative organizzate in compagnia e con lo stimolo degli animali, il dare loro da mangiare, il prenderli in braccio per accarezzarli e coccolarli hanno lo scopo di riunire i bambini, farli rilassare e socializzare tra loro in modo da sollecitare contatti da mantenere durante il periodo più o meno lungo di degenza, migliorare, cioè la qualità della loro vita in quella particolare contingenza.

Altre esperienze di Attività Assistite dagli Animali riguardano anziani ospiti di case di riposo. Si è osservato che a periodi di convivenza con animali è corrisposto un generale aumento del buon umore, una maggiore reattività e socievolezza, contatti più facili con i terapisti. Un miglioramento nello stato generale di benessere per chi spesso, a causa della solitudine e della mancanza di affetti, si chiude in se stesso e rifiuta rapporti interpersonali.

Nel campo delle Terapie Assistite dagli Animali, dove le prove di un effettivo miglioramento dello stato di salute di alcuni pazienti si stanno accumulando nella letteratura scientifica, la pet therapy propone co-terapie dolci da affiancare alle terapie mediche tradizionali e, attraverso un preciso protocollo terapeutico, è diretta a pazienti colpiti da disturbi dell’apprendimento, dell’attenzione, disturbi psicomotori, nevrosi ansiose e depressive, sindrome di Down, sindrome di West, autismo, demenze senili di vario genere e grado, patologie psicotiche, ma anche a quanti necessitano di riabilitazione motoria come chi è affetto da sclerosi multipla o reduce da lunghi periodi di coma. L’intervento degli animali, scelti tra quelli con requisiti adatti a sostenere un compito così importante, è mirato a stimolare l’attenzione, a stabilire un contatto visivo e tattile, un’interazione sia dal punto di vista comunicativo che emozionale, a favorire il rilassamento e a controllare ansia ed eccitazione, ad esercitare la manualità anche per chi ha limitate capacità di movimento, a favorire la mobilitazione degli arti superiori, ad esempio accarezzando l’animale, o di quelli inferiori attraverso la deambulazione con conduzione dell’animale la cui presenza rende gli esercizi riabilitativi meno noiosi e più stimolanti.

Le attività di Pet Therapy sono caratterizzate, tuttavia, da una grande eterogeneità, sia per quanto riguarda il percorso formativo degli operatori, sia per la tipologia degli utenti e le metodologie adottate. Il crescente interesse in materia e la mancanza di strumenti legislativi che regolino le terapie svolte con l’ausilio degli animali, ha fatto sorgere la necessità di effettuare da parte dell’Istituto Superiore di Sanità una ricognizione delle attività svolte a livello nazionale.
Il rapporto include i risultati di un censimento delle terapie e attività assitite in alcune regioni italiane e presenta alcuni esempi di attività svolte sul campo. Vengono esaminati i problemi etici legati all’utilizzo degli animali a fini terapeutici e di assistenza e suggerite linee guida per una corretta pratica di queste attività.

(Fonte: Ministero della Salute)

22 martedì Gen 2013

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a cura di Bruno Ferrari
Educatore cinofilo professionista


www.educazionecanimilano.it

Chi ha un cane ha sicuramente sentito almeno una volta una delle tante leggende metropolitane che girano attorno ai cani e alle tecniche educative per ottenere cani educati e felici. I proprietari di cani sono tra i più buffi e ingegnosi inventori, divulgatori di notizie e consigli fuori luogo al mondo, si tramando una serie di inesattezze con una dovizia e un’abilità fuori dal comune, quasi sorprendente. Visto che siamo in clima estivo e sotto l’ombrellone non abbiamo voglia di perderci in discorsi troppo seri ecco una divertente lista delle più comuni leggende metropolitane da “AREA CANI”.

IL MIO CANE È DOMINANTE:

La stragrande maggioranza dei cani è dominante ci avete fatto caso? Ogni atteggiamento è giustificato con il “sai il mio cane è molto dominante…” sia che ringhi, sia che rubi la pallina, sia che faccia la pipì su un arbusto piuttosto che un’ altro, che non giochi, che giochi assiduamente e freneticamente… la causa è la DOMINANZA! La dominanza è un falso mito non fatevi abbagliare dai discorsi alla Cesar Millan o da libri ormai obsoleti dove tutto in ambito cinofilo veniva spiegato con la dominanza e la gerarchia, fortunatamente gli studi si sono evoluti e ci hanno dato modo di vedere cose prima sconosciute.
IL MIO CANE È AGGRESSIVO:
Ecco un tipico dialogo sul cancello d’ingresso dell’area cani: “Se vuole entrare entri puri il mio cane è tranquillo non ci sono problemi” il proprietario fuori dall’area “No, guardi, la ringrazio ma entro quando esce lei… sa il mio cane è aggressivo, da cucciolo ha ringhiato una volta ad un cane più grande e non mi fido più… troppo aggressivo… meglio di no!” È come se vostro figlio avesse alzato la voce con i suoi amichetti una volta in giardino e ora gli vietaste di giocare con i suoi compagni perché lo ritenete l’erede morale di Totò Rina! Anche l’aggressività è un concetto che va preso con le pinze… attenzione un ringhio non è un sinonimo di aggressività!
IL MIO CANE È UN MANIACO SESSUALE:
Monta fra due cani dello stesso sesso e l’imbarazzo tra i proprietari s’impenna come Valentino Rossi dopo la vittoria di un Granpremio! Occhiate maliziose, commenti triviali o imbarazzati, machi con l’ego in frantumi..insomma si sentono motivazioni e conclusioni più disparate… La monta tra cani dello stesso sesso non è da intendersi come un atto sessuale, ma è un modo di comunicare, normale, che i cani hanno per far capire agli altri il loro status sociale in mezzo al branco, può essere un momento di gioco oppure può essere un modo di scaricare un picco d’arousal troppo alto. Quindi non fatevi prendere dall’imbarazzo o da conclusioni fuori luogo… per i cani è normale, è semplicemente un modo di comunicare qualcosa… so che per noi è fuori luogo ma se ci pensate quando si presentano non si danno la mano ma si annusano il sedere… come vedi i loro parametri sono diversi dai nostri… basta saperlo no?

L’HO VISTO FARE IN TV:
Se l’ho visto in tv vuol dire che è vero e che è un metodo valido quindi non mi pongo problemi e lo faccio pure io! È come se dopo aver visto Superman o Spiderman voi vi lanciaste giù da un palazzo nella speranza di planare con il mantello o lanciare le ragnatele dai vostri polsi come i super eroi citati, ne più ne meno. Siccome siamo dotati di buon senso non ci gettiamo dalla finestra per uscire di casa ma prendiamo l’ascensore o le scale, ma quando si tratta di cani non ci poniamo il problema e attuiamo cecamente quello che la tv ci propone. Ad esempio fare ciò che fa Cesar Millan non è un ottima cosa e sentire gente che dice “Sai l’ho visto fare a quello della Tv sai quello che sussurra ai cani… quello si che è un figo…” bè non è una gran cosa… Se vuoi risolvere i problemi con il tuo cane o semplicemente educarlo rivolgiti ad un Educatore Cinofilo.

TESTA NELLA PIPÌ E IL CANE IMPARA SUBITO A FARLA FUORI:
Arriva il nuovo cucciolo in area cani e via di coccole e carezze al nuovo arrivato, finita la fase affettiva partono le domande se sia bravo o meno e il proprietario “Si è bravo non mi da grossi problemi, l’unica cosa è che ancora mi fa la pipì ovunque…non ne posso più…” e qua c’è sempre l’espertone di turno che salta su con la vecchia perla di saggezza “Dammi retta io ho da una vita i cani…e so come insegnarli a sporcare fuori…quando la fa prendi delicatamente la testa e la pucci nella pipì e gli dai anche una giornalata sul sedere…in poco tempo smette!” Basta Basta Basta con questa storia. Il cane più che altro capisce che siete fuori di testa, mi spiegate cosa può pensare quando il suo padrone lo prende e gli mette la testa nella pipì?! Si insegna a sporcare fuori portandolo fuori dopo i momenti critici ovvero dopo la pappa, dopo una bella dormita o dopo il momento di gioco e premiandolo quando fa cacca o pipì fuori.

LO SCIAMANO DELL’AREA CANI:
Noi italiani si sa, oltre che santi, navigatori e poeti siamo un popolo che dell’arte d’arrangiarsi ne ha fatto un marchio di fabbrica e va da se che anche senza essere degli esperti siamo molto bravi a dare e dispensare consigli di tutti i tipi e le area cani non sono esenti da questo folcloristico e grottesco vizio italico. I veterinari dell’ultima ora sono sempre presenti, c’è chi si diletta fornendo diagnosi e cure di ogni genere consigliando medicinali di ogni tipo e questa è la versione occidentale, quella che ha sposato la causa dell’allopatia, della medicina chimica, poi c’è la versione new age, il filone più orientale, lo sciamano di turno insomma, che dispensa consigli naturali rubati dal quaderno segreto della nonna fornendo rimedi omeopatici di ogni tipo, come il guscio d’uovo mischiato con i fiori di camomilla per curare le dermatiti (giuro che l’ho sentita veramente!). Non so quale sia peggio dei due ma per ogni problema inerente alla salute del vostro pet… rivolgetevi al vostro VETERINARIO di fiducia no alle cure fai da te!

SERVIZI IGENICI ALL’AREA APERTA:
“Scusi ma non raccoglie la cacca del cane? Guardi la ci sono pure i sacchettini se sono finiti gli do uno dei miei non c’è problema!” “Ma scusi lei raccoglie ANCHE nell’area cani? Questo è un posto per cani mica la raccolgo io!” Che stupido l’area cani è un posto per cani… quindi la “merda” può imperare… tanto poi se con il caldo si veicolano più facilmente le malattie il mio cane non le prende, se il fetore rende la zona invivibile tanto non ci sto io… e poi anche a casa mia in bagno io la faccio ovunque è l’area cacca di casa mia! Siamo nel 2011 diciamo di essere un paese civile… le deiezioni dei cani si raccolgono OVUNQUE!
LA GIORNALATA SUL SEDERE È IL PASSEPARTOUT EDUCATIVO:
“Per educare il cane prendi il Corriere della Sera (versione politicamente corretta, ma a seconda delle vostre tendenze politiche può andar bene anche la Repubblica, il Giornale o anche la Gazzetta dello sport) arrotolalo e quando fa qualcosa di sbagliato dagliela sul sedere… il cane ha paura del rumore e quindi capisce” Questo è uno dei metodi ancora in voga dagli “esperti” delle aree cani. Come per il punto 6, anche per l’educazione rivolgetevi a degli EDUCATORI PROFESSIONISTI, anche in questo ambito si è fatto passi da gigante e punire è ormai obsoleto, meglio premiare qualcosa di buono che punire qualcosa di negativo e se stai leggendo questo articolo e sei interessato all’argomento leggi gli altri articoli che trovi sul blogwww.cinofili.worpress.com

QUANDO COMPIE UN ANNO LO PORTO DALL’EDUCATORE:
C’è ancora la credenza che un cane non si possa educare prima di aver compiuto un anno di età. Io dico sempre ma vostro figlio lo mandareste a scuola a 14 anni? No, lo mandi addirittura all’asilo quando è piccolo, quindi perchè un cane deve aspettare un anno prima di ricevere l’educazione e socializzare con il mondo? I cani si possono e si dovrebbero iniziare ad educare fina dal secondo mese di vita, facendogli frequentare dei percorsi adatti ai cuccioli chiamati Puppy Class o Scuola per Cuccioli. Percorsi educativi pensati appositamente per fornire gli strumenti educativi più adatti ai cuccioli e ai loro proprietari. Perchè perdere del tempo prezioso per costruire una migliore relazione con il nostro compagno peloso?!

HO COMPRATO IL CANE PERCHÉ HO IL GIARDINO:
Questa non si sente tanto nelle aree cani ma è una delle peggiori leggende metropolitane in circolazione: quella di potersi permettere il cane solo se si ha il giardino così il cane sta meglio. Purtroppo il cane con un giardino va a stare peggio in quanto il più delle volte il giardino diventa una prigione visto che con la scusa del giardino il cane non esce più in passeggiata. È come se a noi ci rinchiudessero in un castello bellissimo anche pieno di comfort, ma senza contatti con l’esterno e senza tv giornali internet, nulla di nulla. Pensate che per il cane annusare equivale a leggere un giornale e capire cosa è successo nel mondo. un cane inoltre è un animale sociale e ha bisogno di vivere il mondo, vedere e relazionarsi con i propri simili e gli altri uomini, fare attività differenti e tenere attivo il suo cervello e purtroppo la vita in giardino non gli permette tutto questo.

(Fonte: adottauncane.net)

22 martedì Gen 2013

Genere: Humor

Trama: Pirandello definì l’umorismo come “il sentimento del contrario”, un momento successivo al comico, che nasce da una riflessione e da una identificazione con l’oggetto delle nostre risate, che porta il soggetto a una sorta di compassione per le vicende osservate.
E’ questo il tipo di umorismo che anima le pagine di Correva a squarciagola… sotto un sole torrenziale, dove un narratore spiritoso e autoironico racconta in maniera irriverente e senza peli sulla lingua la città di Napoli; un umorismo sottile, talvolta nero, che fa sorridere a denti stretti e che spesso lascia un retrogusto amaro in bocca, quello della riflessione sui tipi umani propri di una cultura, quella partenopea, piena di risorse e di ingegno.

Commento:
Recensione di Max Vajro, Il Mattino

correva-a-squarciagola-sandro-fiorenzanoBenedetto Croce, di ritorno da un soggiorno nella splendida villa toscana in cui il principe dei bibliofili Tammaro De Marinis conservava tesori d’ogni tempo, confidò ad un amico: “Sì, cose straordinarie, codici e incunaboli; ma mi veniva nostalgia di Pappacena”. Che era un modesto, ma intelligente e simpatico libraio di Spaccanapoli, dove il Filosofo trascorreva ore serene, tra libri meno preziosi di una Aldina o una Giuntina, ma assai cari al suo spirito…
Che vogliamo dire? Che fra migliaia di pagine raffinate di narrativa, involute e allusive, trascendentali quanto incomprensibili, ecco vivaddio un libro di racconti che fanno sorridere, che si capiscono ad ogni riga, che si leggono e si rileggono, mentre uno che osservasse il lettore non potrebbe scorgere in lui rughe di sofferenza né corrugare di sopracciglie. Ma vedrebbe il volto spianarsi, gli angoli della bocca incresparsi: un sorriso, gioia del mondo, momento sempre più difficile della vita contemporanea. E la raccolta di novelle di Sandro Fiorenzano, dal titoloCorreva a squarciagola… sotto un sole torrenziale diventa così uno dei libri più simpatici dell’anno.
Domenico Rea, tanto nomini, ha voluto scrivergli una prefazione, che comincia come una Sacra Scrittura: “La prima dote che si riscontra nelle novelle di Fiorenzano è quella di farsi leggere” E vi pare poco. Napoletano, è dal 1970 che scrive racconti, sul “Corriere di Napoli” e su altri giornali, ed ha conquistato lentamente un suo pubblico, nel quale mi onoro di stare anch’io, che nel mezzo di una giornata fastidiosa vedeva la firma di Fiorenzano sotto due colonnine di piombo, e si preparava ad un momento di serenità.
Il suo racconto è subito nella sua fase più significativa, senza descrizioni, paesaggi, monologhi e pagine di tormenti psicologici, ma uno-due-tre, ovvero soggetto-predicato-complemento, insomma “il fatto”, la narrazione di uno che della vita è cronista spigliato e garbato, ironico ma non maligno, pieno di buonsenso e di comprensione. Ed alla fine di ogni racconto c’è la “chiusa” giusta, quella piccola sorpresa che secondo i canoni classici deve concludere una breve narrazione. Uno stile da “commedia all’italiana”, ma senza morbosità e senza lo sforzo intellettualistico: se il fatto c’è, se può restare a galla sulla cronaca di una giornata, ecco che Sandro Fiorenzano lo racconta in pulito, sintassi a posto, aggettivi non banali ma neppure “difficili”, e sembra di essere tornati ad una ariosa cucina all’italiana, senza grassi e senza misture.
Avesse cominciato anni prima, il nostro Fiorenzano, si fosse dedicato più alle lettere che ad altro, scaltrendosi di più ed arricchendo ancora in profondità i suoi motivi di ispirazione, sarebbe un piccolo Maupassant napoletano. Ma ci darà delle sorprese, certamente, andando avanti nel raccontare: e farà ancora del bene a chi lo leggerà: lasciandolo per una volta, dopo un libro, a bocca non amara.
Questo andava detto, perché un fatto così singolare – di un libro che si legge con piacere, subito, e lo si mette in un luogo accessibile, per rileggerlo ogni tanto, e lo si consiglia agli amici – merita che un banditore vada nelle pubbliche vie. Insomma, se io ho scritto quello che fin qui si legge, non è per fare un favore all’Autore: ma per ringraziarlo, avendomi lui reso un caro favore.
Suvvia, procuratevi Correva a squarciagola… sotto un sole torrenziale e sorriderete anche voi.
(Recensione fornita dall’autore – Fonte: Recensione di Max Vajro, Il Mattino)

22 martedì Gen 2013

Citazione
“… quando ti chiedevo cosa volevi inventare mi rispondevi: la macchina della felicità, così tua mamma sarebbe tornata con papà e non ci sarebbero stati più bambini abbandonati.”

Di cosa parla “Pazze di me” di Federica Bosco

pazze-di-me-federica-bosco-libriLa scrittrice Federica Bosco tanto amata dalle donne, e non solo, per i suoi libri profetici sugli uomini e le relazioni d’amore complicate, torna con un libro dal titolo “Pazze di me”che sarà portato alla fine di gennaio 2013 anche sul grande schermo.

Per la prima volta la storia viene raccontata da una voce maschile, Andrea, un ragazzo di trent’anni che da quando il padre li ha abbandonati, diventa l’uomo di casa sempre pronto a soccorrere le tre sorelle e la madre.

Andrea era ancora un bambino quando il padre prima di andarsene di casa, invece di rassicurarlo con parole di conforto, gli aveva detto “E adesso… sono cazzi tuoi!”. A distanza di qualche anno il ragazzo capisce cosa voleva intendere il padre. Le sorelle sono invadenti e fanno scappare a gambe levate le sue fidanzate e la mamma sembra un sergente.

Il protagonista del libro “Pazza di me” sente di avere la responsabilità della famiglia e si sente in colpa ogni volta che non riesce ad aiutare le sorelle, sempre pronte a trattarlo male e fare di lui un burattino.

Le cose iniziano a cambiare quando incontra Giulia, una veterinaria dalle idee chiare, che riesce a destreggiarsi tra i vari ostacoli che la famiglia di Andrea getta sul suo cammino e a far comprendere al ragazzo il modo giusto per riprendere in mano le redini della sua vita.

“Pazze di me” è un libro divertente, che strappa sorrisi, ma che mostra qualcosa in più sia delle donne sia degli uomini. Un romanzo che non deluderà le aspettative dei fan della Bosco.

(Fonte: recensionelibro.it)

16 mercoledì Gen 2013

Volontariato ambiente

PhotoProjects Abroad lavora per la tutela dell’ambiente e della fauna selvatica. I volontari per l’ambiente prestano un prezioso contributo nell’ambito di una grande varietà di ecosistemi – giungla amazzonica, savana africana, barriera corallina e altre – in Africa, America Latina, Asia. Al fianco dei nostri partner locali, i volontari si impegnano per la protezione di flora e fauna, la riforestazione delle mangrovie, la realizzazione di studi sulla biodiversità, la sensibilizzazione delle comunità locali e la promozione dell’agricoltura biologica. Se sei uno studente, la tua missione può essere convalidata come stage o tirocinio convenzionato nell’ambito dei tuoi studi (ecologia, biologia, gestione della fauna selvatica, ecc) .. Ma tutti gli amanti della natura e degli animali sono i benvenuti – non sono richieste qualifiche particolari per diventare volontari per l’ambiente!

Le missioni di volontariato ambiente di Projects Abroad si svolgono in vari ecosistemi. Oltre ad essere coinvolti attivamente per la tutela dell’ambiente, i volontari hanno il privilegio di vivere in aree naturali di straordinaria bellezza (parchi nazionali, riserve naturali) e vedere animali affascinanti.

Alcuni dei progetti classificati come Veterinaria e recupero degli animali possono in realtà anche rientrare nella categoria Volontariato ambiente, come quello per la tutela deipinguini in Sud Africa o degli orsi bruni in Romania.

Le attività in cui i volontari per l’ambiente sono coinvolti sono varie e rientrano principalmente in tre categorie:

Ricerca scientifica sulle diverse categorie di animali: uccelli, mammiferi, rettili, anfibi, farfalle, ecc.
Una visione chiara sulla biodiversità e sull’evoluzione della popolazione è essenziale per sviluppare piani di gestione adeguati per le aree in cui interveniamo. Il nostro staff locale forma e segue i volontari nelle attività di identificazione delle specie.

Lavori manuali piantare alberi, costruire punti di osservazione, proteggere le grotte, contribuire alle manutenzione delle strade e alla pulizia delle spiagge, prendersi cura degli animali in cattività, creare pannelli esplicativi in varie lingue e tanto altro. Questi sono solo alcune delle tante cose da fare nell’ambito dei progetti di volontariato per l’ambiente.

Educazione ambientale informare e sensibilizzare popolazione locale e / o turisti sull’importanza degli ecosistemi e sui comportamenti più adeguati per la loro tutela.

Tra i nostri partner nei vari Paesi in cui lavoriamo figurano:

  • Parchi Nazionali
  • Riserve Naturali Private
  • ONG, associazioni ambientaliste
  • Istituti di ricerca
  • Amministrazioni pubbliche per la tutela della natura e dell’ambiente

Missioni di volontariato ambiente riconosciute come stage e tirocini all’estero

Se sei uno studente e il tuo percorso prevede un tirocinio, i nostri partner possono firmare una convenzione e rilasciare un attestato al termine della missione.

Questo può essere particolarmente interessante per gli studenti in:

  • Biologia
  • Ecologia
  • Conservazione e gestione della natura
  • Conservazione e gestione della fauna selvatica

Alloggio e accoglienza per i volontari per l’ambiente

Per definizione, i nostri progetti di volontariato ambiente si svolgono in aree naturali protette e lontane dalla città. Così, i volontari per l’ambiente alloggiano presso foresterie o campi immersi nella natura. Le condizioni sono basiche e per la maggior parte dei volontari questo accresce ancora più il fascino del progetto e l’unicità dei luoghi.

Durante il fine settimana, si organizzano gite in città per dare ai volontari l’opportunità di controllare la posta elettronica, fare telefonate a casa, sbrigare alcune faccende o semplicemente godersi la città.

La situazione è un po’ diversa per i progetti in India, Mozambico e Thailandia, dove i nostri progetti si svolgono in aree vicine ai centri urbani. Risultano quindi un’alternativa valida per chi non vuole rinunciare alla vita di città.

Per informazioni scrivere a info@projects-abroad.it

(Fonte: “Projects-abroad.it”)

16 mercoledì Gen 2013

Date ed eventuali variazioni sul programma possono essere concordate con l’agenzia.

hennè tattoo tatuaggio tattoos hennaUn viaggio per conoscere un’arte antichissima, tutta femminile che ha raggiunto un altissimo grado di raffinatezza e ha mantenuto della tradizione tutta la densa simbologia e i significati beneaugurali: l’henné. L’oasi di FoumZguid (Tata) è al centro della principale zona di produzione di questa pianta in Marocco e l’henné che produce è di ottima qualità: molto profumato, di colore intenso e persistente. E’ un prodotto che sposa l’economia con la tradizione culturale, coinvolge gli uomini nella produzione, e le donne nella lavorazione e nell’utilizzo, unisce i lavori dei campi e i momenti di festa in cui le donne si adornano. Inoltre l’henné è un prodotto di largo consumo a livello nazionale, quindi fa dialogare la città e la campagna, il sud e il nord.

Note di viaggio

Il presente programma può essere soggetto a variazioni, sia prima che in corso di viaggio, in base al clima, le festività, alle esigenze dei viaggiatori e delle persone che ospitano il gruppo di viaggiatori.

Nessuna vaccinazione o visto di ingresso obbligatori.

Obbligatorio il passaporto in corso di validità.

Per maggiori informazioni sulle vaccinazioni consultare la propria Asl, per i documenti necessari, clima, abbigliamento ecc. richiedere all’agenzia il documento Prima di partire.

Referente locale

Il viaggio è accompagnato da un referente locale, parlante italiano, della rete di economia solidale “Réseaux” la quale comprende diverse associazioni marocchine ed italiane tra cui l’Associazione di migranti marocchini SopraiPonti di Bologna.

Livello di difficoltà

Gli spostamenti previsti sono di media-lunga durata (dalle 3 alle 6 ore circa).

La sistemazione iniziale è presso una famiglia con divani-letto marocchini e bagno in comune, mentre il resto del viaggio ci saranno delle case di accoglienza gestite dalle associazioni locali, con camere doppie e triple con bagni in comune. Munirsi di sacco a pelo invernale.

Il programma ed altre informazioni sui costi e le modalità sul sito: www.viaggiemiraggi.org

Fonte: “Viaggiemiraggi.org”

16 mercoledì Gen 2013

Giardini Tascabili

Cosa sono?
I giardini tascabili sono dei sacchetti completi di semi di fiori e piantine aromatiche e terriccio biologico: anche chi non ha il pollice verde potrà emozionarsi vedendo crescere la sua piantina!
Come funzionano?
Basta tagliare la cima del sacchetto e annaffiare i semi contenuti al suo interno per poter veder crescere dei bellissimi fiori in pochi giorni.
Perchè sono ecologici?
I giardini tascabili hanno al loro interno, oltre ai semini, del terriccio biologico approvato dalla Soil Association, non contengono torba, ci permettono di creare piantine che compensano, almeno in parte, alla co2 emessa o che ci regaleranno prodotti da orto a km zero.

Perchè regalarli (o regalarceli)?
I giardini tascabili sono idee regalo originali, collezionabili, ed ecologiche. Sono semplici da curare e donano l’emozione di crescere qualcosa di nostro. Inoltre sono perfetti come regali aziendali: crescono tranquillamente in luoghi chiusi e sono l’ideale per l’ufficio.
Sono infine personalizzabili per creare gadget e regali aziendali.
Yes.life Store ne è distributore esclusivo in Italia.
(Fonte “Yeslife.it”)

16 mercoledì Gen 2013

scatole

L’imballaggio di un prodotto oltre a garantirne la sicurezza, svolge anche un ruolo importante al momento dell’acquisto perché valorizza il prodotto e influisce sulla scelta del consumatore.

Purtroppo, nel corso degli ultimi anni abbiamo assistito a un continuo incremento degli imballaggi che hanno un ciclo di vita molto corto e che spesso vanno ben oltre l’indispensabile. Molte volte sono ingombranti, costosi, dannosi per l’ambiente, per la salute e possono metterci in difficoltà quando dobbiamo cestinare la confezione. Altri invece sono di minore impatto, riciclabili, riutilizzabili o biodegradabili.

Perché è necessario ridurli?

Una riduzione dell’imballaggio permette al consumatore di non “impazzire” nel mettere l’imballaggio nel bidone giusto, porta benefici all’ambiente perché consente il trasporto di una quantità maggiore di prodotti contemporaneamente, riducendo i trasporti, le emissioni di CO2 e la quantità di rifiuti da smaltire. Inoltre, se l’azienda risparmia sull’imballaggio dei prodotti con l’utilizzo di materiale riciclato, dimensioni ridotte e risparmio di carta, il consumatore trae benefici economici perché il prodotto potrebbe costare di meno.

Come?

Evitando le mini-confezioni, i prodotti usa e getta, i prodotti con imballaggi doppi o contenuti in imballaggi a perdere. Ma non solo. Evitando di comprare frutta, verdura, affettati e formaggi già confezionati, imbustati in sacchetti o vaschette di plastica, già pronte da mettere nel carrello e in frigorifero. Sono sicuramente più pratici ma sono meno sostenibili per l’ambiente e per il vostro portafoglio.

È decisamente meglio:

Preferire i prodotti in formato famiglia o confezionati con materiale riciclabile che può essere recuperato e riutilizzato molte volte. Prediligere le confezioni ecologiche, con meno strati di carta e plastica o quelli confezionati con materiale biodegradabile che è assorbito e scomposto dagli agenti naturali. Preferire l’acquisto di prodotti con imballaggi riutilizzabili, ad esempio detergenti e detersivi ricaricabili o concentrati da diluire. Permettono di risparmiare soldi, spazio e quantità di rifiuti.

Quali sono i vantaggi?

Minor peso delle confezioni, più spazio nella tua dispensa, meno rifiuti da smaltire, minor consumo di energia, riduzione delle materie prime necessaria per la produzione di imballaggi, riduzione del costo dell’imballaggio e di conseguenza anche del prodotto.

Fonte:www.superdi.it

16 mercoledì Gen 2013

asinaraValorizzare maggiormente i parchi nazionali sia sul piano della protezione della natura sia dal punto di vista dell’ottimizzazione delle spese. Questo è in sintesi il significato della direttiva inviata ai parchi nazionali da parte del ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, che si prefigge un salto di qualità nella protezione della natura. Il documento, con cui decolla concretamente la strategia nazionale della biodiversità approvata a fine 2010, era atteso da moltissimi anni e le riserve naturali finora hanno dovuto operare in importanti azioni per la conservazione della natura senza avere il sostegno di linee guida comuni e condivise, con scarsa razionalizzazione di risorse oppure sottovalutando interventi invece necessari per salvare specie e habitat a rischio di estinzione.

L’Italia possiede un patrimonio inestimabile di biodiversità e la direttiva, che si inserisce nella legge quadro sui parchi, fa esplicito riferimento alle azioni di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici che vanno prontamente adottate per conservare questi tesori naturalistici.

La volontà di ottenere risultati tangibili in tempi brevi è evidenziata dalla tempistica predisposta dal ministero, che attende entro il 31 gennaio la presentazione delle azioni che i parchi intendono intraprendere per dare nuova linfa alla protezione delle biodiversità e per dare impulso all’economia connessa ai preziosi polmoni verdi italiani. Dopo il vaglio delle proposte, il ministero farà le proprie valutazioni entro il 10 marzo, alle quali seguiranno, in settembre, relazioni sullo stato dei lavori e finali dei parchi.

Due le modalità di intervento individuate dalla direttiva per il 2013: la prima consiste nell’attività di catalogazione scientifica del patrimonio ambientale, mentre la seconda mira alla redazione di studi e progetti unitari in grado di promuovere e valorizzare l’ecosistema.

Entrando più nel dettaglio, della direttiva risulta evidente la volontà di colmare l’assenza di una politica organica di protezione ambientale in Italia, fotografando la situazione attuale e allo stesso tempo sviluppando nuove dinamiche in grado di orientare gli interventi strutturali delle politiche di settore.

fonte “Ministero dell’Ambiente”

16 mercoledì Gen 2013

Tutela dell’ambiente e della cultura: il Fai lancia le primarie dei programmi

Sul sito dell’associazione fino al 28 gennaio sarà possibile votare le priorità in materia di conservazione e valorizzazione del paesaggio e dei beni artistici. I risultati verranno presentati ai partiti e candidati delle prossime elezioni politiche

Tutela dell'ambiente e della cultura: il Fai lancia le primarie dei programmiROMA – Dalle primarie dei candidati a quelle dei programmi. E’ l’iniziativa del Fondo Ambiente Italiano, che da oggi fino al 28 gennaio attraverso il sito www.primariedellacultura.it offre a tutti i cittadini la possibilità di partecipare alla scelta delle priorità nell’ambito della cultura, del paesaggio, dell’ambiente. Linee guida che dovrebbero essere poi fatte proprie da chi si candida a guidare il prossimo governo. Al termine delle votazioni, i dati verranno infatti annunciati ufficialmente e presentati ai partiti e candidati delle prossime elezioni politiche, che potranno impegnarsi pubblicamente a sostenerli in caso di vittoria.

“L’Italia è la sua cultura – ha sottolineato Ilaria Borletti Buitoni, presidente Fai – nonostante questo, la cultura da troppi anni è una emergenza dimenticata: nei programmi elettorali dei partiti si parla di promuovere il turismo e il patrimonio storico e artistico, ma nessuno spiega come invertire una rotta che ha portato al disastro dei nostri beni culturali. Abbiamo accolto con entusiasmo la proposta dei Giovani del Fai perché un paese senza cultura è un paese senza futuro”.

Ogni votante potrà indicare fino a tre preferenze, tra i 15 temi selezionati, lunghi lo spazio di un tweet. Dalla destinazione di una quota minima del denaro pubblico per la cultura, alle politiche per lo sviluppo del turismo, dalla revisione delle norme che regolano il consumo di suolo, a misure che fermino lo svuotamento dei centri storici, fino all’aumento di ore di storia dell’arte nei programmi scolastici. Ogni tema viene sviluppato con un apposito approfondimento sul sito delle primarie.

(07 gennaio 2013)
(fonte “repubblica.it”)